ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L'ARBITRATO
   
PROFILO DELL'A.I.A.
(estratti del testo in corso di aggiornamento, giugno 2008)
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L'Associazione Italiana per l'Arbitrato è stata fondata nel 1958 sotto gli auspici della Sezione Italiana della Camera di Commercio Internazionale, ad iniziativa di Antonio Segni, Eugenio Minoli e di altri eminenti studiosi, con l'adesione di importanti gruppi imprenditoriali italiani, nonché del Ministero degli Affari Esteri, guidato da Antonio Segni, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e l’efficiente impiego dell’arbitrato e di altri strumenti di prevenzione e composizione di vertenze e controversie, anche mediante l’adeguamento della normativa nazionale e internazionale.
 

SOCI FONDATORI DELL'AIA

Fiat SpA, IBM Italia SpA, Camera di Commercio Industria e Agricoltura di Roma, Banco di Sicilia, Esso Standard Italiana SpA, Carlo Erba SpA, Stet, Iri, Abi, Finmeccanica, Contenzioso Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, Unioncamere, Associazione Granaria di Milano, Utet, Pirelli SpA, Banco di Napoli, Camera di Commercio di Firenze, Riunione Adriatica di Sicurtà, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, Ente Nazionale Risi, Assonime, Gruppo Magneti Marelli.

Gli intervenuti a rappresentanza dei Soci fondatori affermarono:
1) la necessità di una pronta adesione dell’Italia alla Convenzione di New York per il riconoscimento delle pattuizioni arbitrali e delle sentenze arbitrali e di una sollecita riforma della nostra legislazione interna, così da allinearla sui principi che emergono dalla detta convenzione, tenendo conto dei suggerimenti che l’Associazione si riserva di formulare.
2) Manifestarono la loro piena adesione all’iniziativa per la riforma dell’arbitrato, di cui sta occupandosi il comitato internazionale per la riforma dell’arbitrato costituita ad iniziativa del Centro di Difesa Sociale, del Contro di Studi Giuridici e delle Associazione dei cultori del diritto processuale civile.
3) Diedero mandato al Comitato Reggente dell’Associazione di compiere i passi che riterrà più opportuni per far conoscere al Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e al Ministro per la Giustizia il voto espresso come sopra. (Omissis).
6) Nominarono il Presidente dell’Associazione l’On. Prof. Antonio Segni, delegandogli il potere di nominare gli altri componenti del Comitato Reggente e di tutti gli altri organi dell’Associazione e di integrare il Comitato per lo Statuto.
L’On. Segni accettò la carica e procedette, seduta stante, alla nomina degli altri membri del Comitato Reggente nelle persone dei signori Comm. Prof. Giulio Vuccino, Prof. Francesco Santoro Passatelli, Prof. Vittorio Valletta, Prof. Eugenio Minoli. I presenti fra gli eletti accettano la carica.


PRINCIPALI CARICHE SOCIALI DALLA SUA FONDAZIONE e sino alle deliberazioni del 4 dicembre 2003

Presidenti
:
Antonio Segni (1958-1962); Pietro Campilli (1963-1974); Renato Lombardi (1975-1982); Pasquale Chiomenti (1982-1987); Giuseppe Guarino (1987-1997), Presidente onorario dal 1997; Natalino Irti (1997-2000); Antonio Maccanico (2000-    ).
Presidenti della Corte di Arbitrato: Enrico Redenti (1961-1962); Luigi Oggioni (1963-1972); Antonino Papaldo (1972-1993); Riccardo Monaco (1993-2000); Giuseppe Mirabelli (2000-2005); Cesare Mirabelli (2005-    ).
Segretari Generali: Giancarlo Moro Visconti (1958-1963); Mauro Ferrante (1964-    ).

per visualizzare l'elenco completo delle cariche sociali attuali: CARICHE SOCIALI


CENNI SULL'ATTIVITA' DELL'AIA

Importante è stato il contributo dell’AIA, per la modernizzazione e l’adeguamento alle mutate condizioni di fondo, sia della normativa nazionale sia di quella internazionale in materia di arbitrato e conciliazione.

Per quanto riguarda la disciplina nazionale, l’AIA ha avanzato alcune proposte che, accolte dal Ministero della Giustizia, sono poi sfociate nella legge 9 febbraio 1983, n. 28; detta legge ha stabilito: a) la capacità degli stranieri ad essere arbitri; b) l’efficacia vincolante del lodo fra le parti fin dalla sottoscrizione; c) la facoltatività del deposito del lodo presso il tribunale competente, al fine di ottenerne l’esecuzione.

Nel 1988, a conclusione di un intenso lavoro condotto da una propria Commissione, presieduta dal Prof. Giuseppe Mirabelli, l’AIA ha trasmesso al Ministero della Giustizia un ampio progetto di riforma delle norme sull’arbitrato. Come annunciato al Convegno AIA, tenutosi al Campidoglio il 20 ottobre 1988, celebrativo del trentennale dell’AIA, dal Ministro della Giustizia Giuliano Vassalli, il Ministero aveva fatto sostanzialmente proprio detto progetto e stava presentando al Parlamento, il relativo disegno di legge, contenente ulteriori miglioramenti. Presentato al Senato nei primi mesi del 1989, l’iter parlamentare si interrompeva poco dopo per l’intervenuta fine della X legislatura. Utilizzando le riflessioni ed i suggerimenti conclusi nella giornata di studio del maggio 1989, promossa dall’AIA in collaborazione con l’Associazione Italiana fra gli Studiosi del Processo Civile e le proposte avanzate da altri Organismi interessati alla materia il testo veniva ulteriormente migliorato.  Il successivo d.d.l., d’iniziativa del Sen. Giorgio Covi ed altri senatori, tra i quali l’attuale Presidente dell’AIA, Antonio Maccanico, sfociava  nella legge n. 25 del 5 gennaio 1994 che ha allineato la nostra normativa dell’arbitrato alle legislazioni più moderne, provvedendo, tra l’altro, ad introdurre una disciplina sull’arbitrato internazionale che tiene conto dei principi prevalenti in materia.

L’AIA, con il proprio costante interessamento in tutte le sedi appropriate, ha contribuito in maniera rilevante alla adesione italiana alle principali Convenzioni multilaterali in materia arbitrale stipulate nel dopoguerra, grazie al costante interessamento di Eugenio Minoli, che ha partecipato, su delega del Ministero degli Esteri, alle molteplici riunioni per l’elaborazione della Convenzione di New York del 10 giugno 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze arbitrali straniere, della Convenzione europea sull’arbitrato commerciale internazionale stipulata a Ginevra il 21 aprile 1961 e della Convenzione di Washington del 18 marzo 1965 per il regolamento delle controversie fra Stati e soggetti di altri Stati in materia di investimenti.

L’Associazione ha ripreso e rinnovato le iniziative che aveva promosso nel 2007 (V. Arbitrato Notizie del 29 novembre 2007) contro i provvedimenti “anti-arbitrato”, che sono stati da ultimo confermati con l’art. 3, commi 19-22 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).

Informiamo che: “Il Consiglio dei Ministri nella seduta di venerdì 27 giugno, ha approvato, su proposta del Ministro delle Politiche Europee Andrea Ronchi e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, un decreto legislativo che modifica ed integra il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture proseguendone la graduale revisione, consentita da apposita delega del Parlamento, in un’ottica generale che tiene conto delle basilari esigenze di apertura al mercato e promozione effettiva di condizioni sostanziali di leale e corretta concorrenza fra operatori economici.”.

Per quanto riguarda l’arbitrato, riproduciamo qui di seguito il testo dell’Art. 8 del DL 30 giugno 2008, n 113, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2008: “I termini di cui all’articolo 15 decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, sono differiti fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni di legge di attuazione della devoluzione della competenza ivi prevista.”. Per il testo completo del DL: www.gazzettaufficiale.it
.

L’AIA, tenuto conto di tale proroga - che comporta la non applicabilità delle surrichiamate norme "anti-arbitrato" - provvederà a svolgere varie iniziative a favore della massima possibile utilizzazione dell’arbitrato sia nazionale sia internazionale, proseguendo l'attività già svolta in materia di contratti pubblici di appalto.

 

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